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La Psicologia Umanistica

La Psicologia Umanista è nata negli Stati Uniti intorno agli anni ’50, ad opera di alcuni psicologi americani, fra cui Abraham Maslow, Rollo May, Carl Rogers.
Essi erano influenzati da filosofi e intellettuali quali Heidegger, Buber, Binswanger, Sartre, Merleau-Ponty, che rappresentavano in Europa i punti di riferimento per il cosiddetto “Esistenzialismo”.

La Psicologia Umanistica fu detta non a caso la “terza via”, accanto a Psicoanalisi e Comportamentismo, nei confronti dei quali essa si mostrò in effetti sempre molto critica.

La Psicologia Umanistica si basa su una concezione dell’essere umano che ne sottolinea le potenzialità positive: non siamo solo deterministicamente condizionati dalla nostra storia, dai nostri deficit e dal nostro DNA; piuttosto sono le nostre motivazioni e le nostre risorse a determinare cosa facciamo della nostra vita; è quindi in particolare sulla mobilitazione delle risorsee sul loro potenziamento che secondo gli Umanisti si deve incentrare il lavoro terapeutico.

La principale tra le psicoterapie umanistiche è la terapia “Centrata-sul-cliente” dello psicologo americano Carl Rogers. Egli impostò il lavoro terapeutico basandosi su modalità di lavoro molto diverse da quella psicoanalitiche, dove in particolare terapeuta e paziente erano reciprocamente ingaggiati in una relazione attiva e paritetica e dove il ruolo del terapeuta era quello di facilitare e incoraggiare la scoperta delle soluzioni da parte del paziente, piuttosto che quello di “esperto”

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