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Una pizza tutti e tre

Salve.

Sono la mamma separata da circa 3 anni di Emma, che adesso ha 6 anni. Penso di essere riuscita a gestire discretamente il delirio seguito ad una separazione assolutamente non annunciata e che oggi Emma sia una bambina mediamente serena ed equilibrata.

L'affidamento congiunto, sulla carta più che altro, visto che Emma vive con me e il padre latita sul quotidiano, va abbastanza bene, ma mi rendo conto che la comunicazione con il padre è ridotta ai minimi termini. Ci abbiamo anche provato a trovarci davanti ad un professionista ma ci sono persone sincere, anche a loro discapito, e persone che invece propongono di sè un'immagine "finta". Insomma sulla carta lui era disponibile, ragionevole, intenzionato a fare del suo meglio e a rispettare le decisioni prese anche insieme alla psicologa, poi nell'esecuzione cambiava tutto. Ci ho provato a relazionarmi e comunicare ma si è dimostrato inutile, perchè finto. Dal momento che la situazione non è conflittuale e ci accordiamo sulle cose pratiche non ho proseguito nel tentativo di "comunicare" oltre.

La premessa serve per capire che abitualmente non facciamo chiacchiere, che non condividiamo tempi e occasioni (a parte i saggi e le feste scolastiche). Però  da un po' di tempo Emma mi chiede esplicitamente se possiamo magari una volta cenare insieme, oppure se io posso andare a trovarli nella casa di papà quando è con lui il w/e. Io penso che su questa richiesta pesi un po' il fatto che il mio ex ha una specie di relazione sentimentale con una vicina di casa separata, che ha due bambini di età vicine ad Emma. Il papà di Emma ormai frequenta solo loro quando tiene la bambina e ha molta familiarità anche con i bambini. Emma da un po' mi parla di fidanzati (io non ho nessuno) e poi mi dice che il mio fidanzato è papà. Poi mi dice che papà ha la fidanzata, poi mi dice che non ce l'ha più. Il mio ex infatti non ha lesinato di farle conoscere le sue partners con famigliari annessi (questa è già la seconda - con la prima doveva andare a vivere e l'aveva già detto alla piccola, invece dopo un mese la storia era finita). Non ha comportamenti sconvenienti ma è molto superficiale e molto immaturo, perchè coinvolge subito la bambina con fidanzate che hanno figli  e/o nipoti con cui lei crea dei rapporti affettivi che poi non si sa bene come finiscono.

Io tendenzialmente non vorrei creare occasioni per passare del tempo tutti e tre insieme, però mi faccio delle domande. E' giusto negare queste richieste di Emma, posso accontentarla una volta, magari un pranzo veloce in pizzeria o potrebbe essere negativo perchè le creo delle aspettative?Se mi poteste aiutare con questo dubbio ve ne sarei molto grata.

Saluti,

Corinna (Milano)

Cara Corinna,

dal suo racconto sembra che la situazione genitoriale sia stabilizzata, grazie anche -a quanto pare di capire- agli sforzi che lei ha fatto e che fa per mantenere rapporti civili; nonostante infatti su molte cose non condivida i comportamenti del padre di sua figlia, per esempio circa la condivisione precoce con la bambina dei suoi rapporti affettivi, lei riesce a non influenzare sua figlia e a non intervenire nelle scelte del padre.

Insomma: si capisce che quest'uomo è stato e sempre più è per lei una delusione, ma questa delusione di donna la sta gestendo in modo che non interferisca col suo ruolo di mamma.

E anche se nulla sappiamo di cosa stia facendo per parte sua il papà, dalla lettera possiamo presumere che la cosa sia reciproca.

Se questo è vero, dunque,  e se la situazione non procura ad entrambi fatica visibile, la pizza tutti e tre è un buon regalo per la bambina.

So bene di aver detto che comportamenti di quotidianità stretta fra genitori separati  possono indurre confusione nei bambini, e stimolare la produzione di aspettative circa la ricongiunzione dei genitori, che sempre rimane un desiderio per loro. E lo ribadisco: per esempio una vacanza estiva tutti insieme, con la separazione fresca di pochi mesi, è una vera e propia induzione alla speranza, a volte addirittura lo è per il coniuge che non ha voluto la separazione, spesso generandogli ancora nuove sofferenze, sicuramente non utili ai figli.
Ma in questo caso la confusione fra voi non sembra esserci, nè vedo il rischio che lei (o il suo ex marito) confonda la pizza con qualcos'altro che non c'è più.
Allora resta solo da chiedersi come la può prendere la piccola e come eventualmente presentargliela?
Intanto la piccola vedrà che la relazione coniugale è proprio finita, perchè dopo la pizza il papà torna a casa sua e la mamma anche. Questa cosa se -lo ripeto- è gestita emotivamente in modo tranquillo fra voi è certamente fonte di una diversa "normalità" fra genitori separati, che non può che far bene ai bambini.
E meglio ancora se non fosse un evento isolato, ma se ogni tanto questa pizza a qualcosa d'altro si potesse ripetere.
Poi se è il caso si può anche esplicitare con le parole la situazione e le motivazioni dell'evento: avevamo tanta voglia di stare insieme a te che sei e sempre resterai la nostra bambina, anche se se come sai mamma e papà tornano a casa propria, come sempre (o cose del genere).

Potrebbe essere un'occasione in cui la bambina vi chiede nuovamente conto del perchè della situazione, o che ve lo chiede esplicitamente per la prima volta. Anche se toccare questi temi può essere difficile per voi, sappiate che tutte le volte che i bambini chiedono conto con le parole di qualcosa come "perchè vi siete separati, perchè non tornate insieme? etc" questo è un bene: vuol dire che stanno elaborando quello che c'è, e che cercano di integrarlo sensatamente all'interno della loro piccola mente e del loro grande cuore. Non serve mentire nè dire le cose  a metà: occorre dire le cose come stanno, ma utilizzando un linguaggio appropriato all'età e tenendo conto che tutte le spiegazioni possibili vanno accompagnate dalla rassicurazione che comunque sia loro resteranno sempre i bambini di mamma e papà.
Che è la pura verità, no?.

Un caloroso  incoraggiamento a proseguire così, come sta facendo, e un cordiale saluto.

(a cura di L.Francioli)

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